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Un crescendo di tensione fino al ballottaggio, ed oltre…

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Giovedì sera, a distanza di nemmeno di 72 ore all’apertura delle urne, la Francia è stata vittima di un attentato terroristico dalla forte carica simbolica: un agente di polizia è stato ucciso sugli Champs-Elyées da un presunto affiliato all’ISIS. L’Esagono sceglierà così il prossimo presidente della Repubblica non solo in pieno stato d’emergenza, ma oppresso anche da una cappa di terrore appena rinfocolata: è il coronamento di un’inutile strategia della tensione con cui il sistema euro-atlantico ha cercato di compattare l’elettorato attorno ai propri partiti. La tempistica dell’attentato conferma che Marine Le Pen gode di un ampio margine di vantaggio: la tensione, in Francia e sul piano internazionale, aumenterà costantemente fino al ballottaggio del 7 maggio, ed oltre.

Francia: Le Pen fa ritirare bandiera Ue da studio tv

PARIGI (Pars Today Italian) – Niente bandiera europea per la presidente del Front National Marine Le Pen ma dietro di lei solo quella francese: coerente con le sue idee che puntano all’uscita della Francia dall’Europa e dall’euro, la candidata dell’estrema destra ha preteso di partecipare alla trasmissione televisiva ‘Demain Président’ di TF1 senza il vessillo dell’Europa sullo sfondo, come è consuetudine per tutti i candidati che partecipano alla trasmissione.

Terra contro mare: una nuova guerra mondiale potrebbe essere inevitabile

Il raid americano in Siria e la minaccia di un analogo intervento in Nord Corea hanno riacceso i timori di un conflitto mondiale esteso a Russia e Cina.

Venerdì, 14 Aprile 2017 09:49

Quello che non ci dicono su Kim Pyongyang

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Quello che non ci dicono su Kim Pyongyang

Kim è un pazzo. Kim è un criminale. Kim è un dittatore. E’ il solito repertorio, reso però sempre più stucchevole da Presidenti occidentali che giocano tranquillamente a golf mentre bombardano Paesi che distano decine di migliaia di chilometri dai loro confini.

Comunque, che Kim Pyonyang sia un leader decisamente fuori dai canoni democratici non ci piove: basti pensare che in Corea del Nord la naja dura una cosa come dieci anni, mentre dalle nostre parti ci si dava gravemente malati per dieci mesi effettivi.

Fin qui la «narrazione» occidentale sul paffuto leader coreano – la reductio ad Hitlerum di tutti i nemici della Nato – ci può anche stare.

Quello che invece non ci sta proprio per niente è paventare la pericolosità della Corea del Nord. Lasciando decantare questo racconto si finisce per giustificare la presenza della portaerei americana a ridosso delle coste coreane in queste ore.

L'esposizione universale del 1942 e la tomba del sentimento nazionale italiano

La storia dell'Italia contemporanea è la storia di una scommessa finita male, di un sogno spezzato: l'ambizione di trasformare gli Italiani in un popolo. Il risorgere dei localismi e dei municipalismi e, addirittura, il nascere dei secessionismi, è la conferma di questa sconfitta e di questo radicale fallimento.

Gli USA mobilitano 150 mila riservisti. Sta per iniziare una vera guerra?

DI MARCELLO FOA

Il Cuore Del Mondo

Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione.

Dopo l’auto-attentato, ecco la strage di bimbi con gas nervino in Siria. Ok, scopriamo le carte ora?

Quanti russi ci vogliono per fare un occidentale (mi tocca usare questa formula perché l’insegnante di storia e geografia della gran parte dei grandi giornalisti italiani deve essere morta al primo quadrimestre)? Sicuramente non ne bastano 14, il loro sangue non deve essere abbastanza rosso, il dolore dei loro familiari non abbastanza straziante, la loro paura non abbastanza meritevole di pietà. Viene da chiederselo, al netto della reazione di pressoché indifferenza del cosiddetto “mondo libero” all’attentato di San Pietroburgo: nessuna edizione speciale dei tg o dei talk-show, programmazione tv rimasta fissa sul solito letamaio da cervello all’ammasso ma, soprattutto, la new entry assoluta del complottismo in salsa mainstream. Dire che Putin l’attentato se lo è fatto da solo per paura dei 22 boy scout capitanati da Navalny è cosa buona e giusta, sdoganata dai salotti buoni.

SEI STATI UE VIETANO ALL’ITALIA PER LA RICOSTRUZIONE DELLE ZONE TERREMOTATE I FONDI DELL’UNIONE EUROPEA

Un altro grande grande esempio di “solidarietà europea” per coloro che si riempiono la bocca di più Europa……più Europa……più Europa.

L’America rischierà la terza guerra mondiale per prevenire l’emergere di un superstato UE-Russia

DI MIKE WHITNEY

counterpunch.org

“La Russia è parte organica e inalienabile dell’Europa in senso allargato e della civiltà Europea. I nostri cittadini si considerano Europei. Per queste ragioni la Russia propone un movimento verso la creazione di uno spazio economico comune che vada dall’Atlantico al Pacifico, una comunità a cui gli esperti Russi si riferiscono come “l’Unione di tutta Europa”, che rafforzerà il potenziale Russo nel suo sforzo economico verso la ‘Nuova Asia’. ” – Presidente della Russia Vladimir Putin, “La Russia e il Mondo in cambiamento”, Febbraio 2012

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