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Agricoltura e Fitofarmaci

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L'agricoltura  rappresenta un settore strategico per l'economia, l'ambiente, il  territorio e  la nostra salute. Per garantire standard estetici elevati e una conservabilità dei prodotti esasperata,  trattori e atomizzatori sono all'opera praticamente tutti i giorni nelle campagne che ci circondano, nebulizzando sostanze chimiche più o meno dannose. Nonostante sia sotto gli occhi e il naso di tutti,  l'argomento fitosanitari è affrontato con scarso senso critico dai consumatori di frutta e verdura, dagli addetti ai lavori, da chi si occupa di queste tematiche dal punto di vista scientifico e didattico e per finire da chi consiglia una dieta ricca di frutta e verdura. Ma quale frutta? Trattata con quali sostanze?

Come ogni anno la Fondazione Edmund Mach pubblica numerosi bollettini informativi per il supporto tecnico agli  agricoltori. Questo servizio capillare sul territorio della nostra provincia ci può dare numerose informazioni di particolare interesse ecologico oltre che agronomico. Gli scritti più interessanti sono quelli relativi alle strategie di lotta fitosanitaria e, in particolare, gli opuscoli dedicati alla descrizione e modalità di impiego dei vari fitosanitari in base alla patologia da combattere, in relazione con la specie coltivata.

Troviamo infatti i principali patogeni del melo, della vite, dei piccoli frutti ecc; vicino alla specie considerata un piccolo gruppo di nomi commerciali accattivanti o del principio attivo impiegabile per quel particolare problema fitoiatrico.

I disciplinari dovrebbero tutelare la salute dell'uomo, permettere il rispetto dell'ambiente e razionalizzare l'uso di pestici, funghicidi, diserbanti ecc.

Andiamo a leggerli nel particolare, soffermandoci sui gruppi di sostanze maggiormente pericolose, per  capire che cosa utilizza  il nostro vicino di casa agricoltore che crede di fare del suo meglio seguendo le indicazioni fornite puntualmente dall' Istituto Agrario di San Michele.

Sotto la voce funghicidi da impiegare nella lotta contro la ticchiolatura del melo troviamo così il Captano, considerato sicuro cancerogeno per l'uomo da decine di ricerche scientifiche pubblicate in Italia e all'estero. Si consiglia addirittura un trattamento pre raccolta con questo prodotto su alcune cultivar di melo.

Tra i diserbanti il più impiegato è il Gliphosate; un'esposizione prolungata a  questo principio attivo causa sterilità nell'uomo. Eppure il Comune o chi ha in gestione la manutenzione delle strade provinciali continua  a usarlo lungo i bordi e le scarpate.

Gran parte degli insetticidi impiegati risulta essere tossico per le api che si trovano dover mantenere un livello sub letale di principi attivi chimici all'interno dell'alveare. Spesso accade però che le concentrazioni di insetticidi siano tali da ucciderne un gran numero spopolando progressivamente le arnie.

Non è sufficiente considerare il periodo di carenza delle varie sostanze; si crea un accumulo di principi attivi i cui effetti per la salute umana non sono ancora stati approfonditi.

La strategia di lotta contro i principali patogeni delle piante coltivate è impostata in modo tale da gestire al meglio i residui presenti  nella frutta dopo la raccolta; per il periodo primaverile si può abbondare con i fitofarmaci che vanno ridotti progressivamente durante la stagione. Dal punto di vista ecologico questo metodo non è però molto rispettoso perché si ha una fortissima pressione di sostanze chimiche in periodi  ristretti nel tempo e largamente diffusi sul territorio.

Il Comune come sta gestendo la questione fitofarmaci negli orti comunali? Ha organizzato delle serate per spiegare, ad esempio, cosa significa “seme conciato” e come si può produrre rispettando gli esseri viventi?

Dovrebbe imporre l'agricoltura biologica iniziando da queste aree e dare delle indicazioni ben precise perché spesso le persone inesperte che gestiscono questi piccoli appezzamenti si affidano a chi si occupa della vendita dei vari formulati nei negozi. Si rischia così di creare delle piccole “bombe chimiche” anche negli orti comunali.

Siamo arrivati al paradosso; alberi pieni di frutta  prodotta in modo tale da risultare immangiabile o peggio ancora dannosa per il nostro corpo.

É  il momento di cambiare  agricoltura e Pergine potrebbe cogliere questa grande occasione per creare un comparto attivo, redditizio, ecologico e salutare.

Simone Petri

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