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Alberi in città

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Le aree urbane sono in costante crescita anche in Trentino e Pergine Valsugana è una delle zone che ha accusato maggiormente la pressione delle nuove costruzioni. Lo sviluppo edilizio ha portato rumore, traffico, rifiuti, luci e inquinamento. Per rendere vivibili i nuovi spazi non basta accontentarsi dell'ambiente circostante ricco di boschi ed ecosistemi naturaliformi. Se si vuole migliorare la qualità urbana è necessario creare aree verdi tra le case e soprattutto rispettare i polmoni verdi già presenti.

Accade spesso, invece, che gli alberi vengano danneggiati in diversi modi a causa della scarsa sensibilità di chi li avvicina; eppure le loro funzioni sono estremamente importanti per la nostra salute e dovrebbero essere opportunamente valorizzate e potenziate.

I benefici apportati dagli alberi possono essere di tipo ambientale, come l'assorbimento di anidride carbonica, un generale miglioramento della qualità dell'aria, la depurazione delle acque, una diminuzione dell'inquinamento acustico e non ultimo una mitigazione degli estremi termici che a periodi risultano difficilmente tollerabili.

Valutando le funzioni economiche basta citare il risparmio energetico e l'incremento del valore degli edifici.

Considerando gli aspetti ecologici sarebbe opportuno ricordare la tutela della biodiversità e la costituzione di reti e corridoi ecologici all'interno di spazi urbani.

Infine gli alberi sono elementi estetici, paesaggisitici ed educativi che possono aiutare a promuovere costantemente atteggiamenti virtuosi nei confroti dell'ambiente.

Ogni amministrazione dovrebbe perciò custodire attentamente ogni albero, rispettandolo dalla chioma alle radici: l'American forestry Association ha valutato in circa 57 mila dollari il valore di una pianta attorno ai 50 anni.

Passeggiando per Pergine, però, si può facilmente notare come la gestione degli alberi sia piuttosto approssimativa. Le chiome non sono lasciate ad uno sviluppo libero, gli interventi di potatura sono effettuati con scarsa professionalità e ancor peggio le radici e il terreno circostante i tronchi sono sfruttati come parcheggio o deposito materiale porvocando danni più o meno gravi.

Ecco alcuni esempi che tutti possono facilmente individuare nella nostra piccola città.

Corso degli Alpini: il viale alberato sul lato verso la collina del Castello è stato capitozzato diverse volte. Ippocastani e tigli non sono riusciti a compartimentare le grosse ferite e funghi xilofagi provocano carie che li fanno marcire rendendoli instabili. I taglii di rami di grosse dimensioni si sono trasformati in fori marcescenti.

Parco Tre Castagni: le macchine arrivano spesso fino in cima al piccolo colle e vengono parcheggiate all'ombra degli alberi pressando con forza il terreno. Le radici sono danneggiate e rischiano di marcire a causa dei ristagni idrici nel terreno compattato.

Nei pressi del nuovo Villa Rosa, nella zona adiacente all'ex obitorio, appena ristrutturato, si nota la situazione più grave. Una ruspa ha depositato cubetti di porfido e altro materiale pesante direttamente sulle radici dei Cedri compromettendone la funzionalità o creando delle ferite sui tronchi. Quanto resisteranno queste piante?

Il patrimonio vegetale di Pergine va trattato con la massima attenzione rispetttando l'immobilità degli alberi. Gli amministratori dovranno dimostrare di essere più sensibili, pronti ed informati in modo tale da non ripetere gli errori.

Simone Petri

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