Contenuto Principale
Articoli filtrati per data: Gennaio 2017 - PergineVox - Il cittadino Informa
PIÙ CRISI, MENO DEMOCRAZIA: L’ÉLITE “DEVE” SOTTOMETTERCI

Non era il caso di illudersi: la vittoria del No nel referendum che ha bocciato la “riforme” renziane «non rallenterà gli sforzi delle élites per de-democratizzare il sistema politico», dal quale «decenni di controrivoluzione liberal-liberista hanno già espunto molti elementi di democrazia».

Pubblicato inNazionale / Estera
Xi apostolo del liberismo globale? Per favore….

A Davos, i miliardari, economisti  di corte e politici orfani di Obama  si sono stretti attorno a Xi Jinping:  “Ultimo difensore del libero-scambio!”,  l’hanno acclamato baciandone le mani.  Si capisce dalle foto come Xi se  la rideva.

Pubblicato inNazionale / Estera
Bravi, odiate Trump. Per la Cia sarà più facile assassinarlo

DI PAUL CRAIG ROBERTS

paulcraigroberts.org

Il breve discorso inaugurale del presidente Trump è stato una dichiarazione di guerra contro tutto l’establishment americano al potere. Tutto. Trump ha reso abbondantemente chiaro che i nemici degli americani sono proprio qui in casa: globalisti, economisti neoliberisti, neoconservatori e altri unilateralisti abituati ad imporre gli Stati Uniti nel mondo, che ci coinvolgono in costose guerre senza fine, e politici che servono l’establishment al potere piuttosto che gli americani; a dirla tutta, l’intera cupola di interessi privati che ha portato l’America allo sfinimento mentre gli interessati si arricchivano.

Pubblicato inNazionale / Estera
I globalisti si trincerano a difesa ed acclamano il “cinese” Xi Jinping, come nuovo leader

di  Luciano Lago

Le ultime 48 ore hanno segnato profondi cambiamenti nell’assetto internazionale e si sono svolti una serie di eventi a Washington, a Davos ed a Coblenza che non mancheranno di esercitare la loro influenza nei prossimi anni.

Pubblicato inNazionale / Estera
L’Europa trema di paura davanti al cambio di paradigma

di  Roberto de la Madrid

Perchè l’Europa sta tremando di paura ? Non si tratta di una esagerazione  di chi scrive, visto che lo ha appena detto lo stesso ministro tedesco degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.

Pubblicato inNazionale / Estera
Il destino dell’Europa era già segnato. Quarant’anni fa

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Più di quarant’anni fa il destino dell’Europa era già segnato. Tutto scritto. Nero su bianco. Globalizzazione, annientamento della politica, della tradizione e del ruolo delle nazioni.

Pubblicato inNazionale / Estera
La Merkel sull’orlo di una crisi di nervi (dopo le dichiarazioni di Trump).

“….Angela Merkel è “di gran lunga il leader europeo più importante” e “se guardate all’Ue” di fatto è un veicolo per gli interessi della Germania.A dichiararlo è stato Donald Trump, il presidente eletto americano che si appresta a fare il suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, e che ha rilasciato un’intervista alla tedesca Bild e al britannico Times.

Pubblicato inNazionale / Estera
PERSONE MOLTO POTENTI ALL'INTERNO DELL’AMMINISTRAZIONE AMERICANA VOGLIONO LA GUERRA: ECCO LA LORO STRATEGIA.

Zero Hedge riporta un accorato articolo di Michael Krieger sugli interessi molto potenti all’interno dell’amministrazione USA che spingono verso una guerra su larga scala e su come  tutti coloro che amano la verità dei fatti e il pensiero critico possono cercare di contrastare questa pericolosa deriva. Il punto fondamentale sta nell’informazione:  analizzare attentamente tutte le affermazioni ufficiali propagandate dai media e non suffragate da prove, e rivolgergliele contro.

di Michael Krieger, 5 gennaio 2017

Traduzione di @Malk_klaM

“La crescente isteria nei riguardi della Russia si può comprendere meglio se si considera che soddisfa due necessità di Washington: la transizione del complesso militare-industriale dalla “guerra al terrorismo” verso una più redditizia “nuova guerra fredda”, e sventare la minaccia rappresentata dal presidente Trump nei confronti dell’establishment liberal /neoconservatore interventista in politica estera.

Promuovendo la “minaccia” russa, i neoconservatori e  i falchi liberal che li sostengono, che comprendono gran parte dei media mainstream americani, possono assicurarsi maggiori spese militari da parte del Congresso. Questa montatura inoltre mette in moto una manovra ostruzionista per impedire un cambio significativo di direzione della politica estera americana con Trump.”

Dal post: Chi trae vantaggio dalla guerra con la Russia?

Quello che segue sarà probabilmente uno degli articoli più importanti che io abbia mai scritto. Dopo aver passato un po’ di tempo a guardare il rapporto dell’intelligence al Senato appena concluso, sono arrivato alla conclusione che sia stata una delle cose più inquietanti e sinistre che io mi ricordi. Sono molti i punti di riflessione, e non c’è niente di buono.

Prima di cominciare, voglio ricordare a tutti una cosa che ho scritto la scorsa estate nell’articolo “Il governo giapponese si muove verso il dispotismo e il militarismo“:

“Uno degli aspetti più sconfortanti dell’importante lavoro di Neil Howe e William Strauss sui cicli generazionali “The Fourth Turning (1977) è il fatto che nella storia americana questi cicli raggiungono l’apice e terminano con guerre su larga scala.

Per la precisione, la prima delle “Quattro svolte” nella storia americana è culminata con la Rivoluzione (1775-1783), la seconda è culminata con la Guerra Civile (1861-1865), mentre la terza è finita con la guerra più sanguinosa di tutta la storia, la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945). Sono trascorsi 78 anni tra la guerra di Rivoluzione e la Guerra Civile, e sono trascorsi 76 anni tra la Guerra Civile e la Seconda Guerra Mondiale (76 se si conta l’anno di ingresso degli Stati Uniti nel conflitto). Quindi, se la teoria di Howe e Strauss è valida, e io credo che sia così, dobbiamo prepararci per un conflitto su larga scala che cominci all’incirca 75 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo ci porterebbe al 2020.

Più mi guardo intorno e più vedo apparire segnali ovunque nel mondo che siamo diretti verso un altro grande conflitto. Dall’inutile ritorno della Guerra Fredda con la Russia, alle crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale e al totale caos e distruzione nel Medio Oriente, il mondo è una gigantesca polveriera. Per trasformare queste zone già in conflitto in una conflagrazione su larga scala basta un’altra grave crisi economica globale,  cosa che mi aspetto accada entro i prossimi 1-2 anni. Spaventosamente, questo ci mette perfettamente in linea con l’anno 2020.”

Una delle principali ragioni per le quali ho contrastato con tanta forza Hillary è  perché credevo che lei incarnasse il bruciante desiderio dei neoconservatori e neoliberal,  e del complesso militare e strategico industriale, di uno scontro globale con la Russia, oltre che di portare avanti le  disastrose avventure imperiali in tutto il mondo. Molti di noi speravano che con la sua sconfitta avrebbe prevalso il buon senso e gli americani avrebbero potuto avere una tregua dallo stato di guerra senza fine. Questo non è successo.

Anzi, i sostenitori di Hillary sono diventati persino più aggressivi e sconsiderati nella loro sete di sangue, e sembrano pronti a tutto per arrivare a uno scontro che porterà a una devastazione inimmaginabile per il popolo americano. Per me questa è diventata una preoccupazione talmente insostenibile che ho sentito il bisogno di un confronto su quello che dovrebbero fare quelli di noi che vorrebbero evitarlo.

Prima di tutto dobbiamo capire le motivazioni di chi ci sta portando in questa direzione disastrosa. Il loro movente principale è molto semplice: il desiderio di mantenere potere e status. Vedono i segni premonitori della disintegrazione dell’autorità e della credibilità dello status quo, e comprendono che c’è bisogno di concentrarsi su un nemico esterno per distogliere l’attenzione dai fallimenti in casa propria. In secondo luogo dobbiamo capire a che punto siamo nel processo di preparazione della guerra. Dobbiamo riconoscere che interessi molto potenti hanno già deciso che vogliono questa guerra. Per loro,  guardare ai fatti ed essere ragionevoli non conta più niente, hanno già deciso. Quindi hanno già una strategia.

Proprio in questo momento, i media, i politici, le agenzie di intelligence ci stanno già convincendo della necessità di questa guerra, e con loro altri portatori di interessi particolari che traebbero vantaggio da una dominazione imperiale all’estero (al contrario della stragrande maggioranza di noi, che ne saremmo danneggiati gravemente). Quando arrivate a comprendere che ci troviamo di fronte a un enorme tentativo di imbonirci per radunare in massa gli americani come pecore verso un conflitto che non è certamente nel loro interesse, allora tutto quello che vedete e sentite intorno a voi inizia ad avere senso.

Nel caso che dubitiate della mia teoria secondo la quale certe persone hanno già deciso che vogliono questa guerra, guardate questa polemica del neoconservatore Lindsey Graham :  “Io non ho mai visto una guerra che non mi sia piaciuta”.  Lui è senz’altro ben disposto a mandare gli altri in guerra.

Ma la cosa più inquietante del desiderio infinito di Graham di menare le mani è quello che ha detto alla fine James Clapper, direttore del National Intelligence: “Mi trovo perfettamente d’accordo con quello che ha appena detto, e lo apprezzo molto”.  A dirigere il manicomio ora ci sono i pazzi.

Questo è molto importante. James Clapper ammette di volere uno scontro con la Russia. Perché? Perché è sua opinione che la Russia abbia fornito davvero informazioni a Wikileaks che hanno messo in imbarazzo il Partito Democratico, e di conseguenza causato la sconfitta elettorale di Hillary Clinton. Ammettiamo pure per un attimo che i servizi segreti americani abbiano davvero le prove che Putin abbia orchestrato questa operazione e l’abbia mandata a Wikileaks con il preciso proposito di aiutare Trump.  Se si potesse provare, credo assolutamente che si tratti di informazioni importanti e credo che gli americani dovrebbero esserne a conoscenza. E comunque, sarei disposto ad andare in guerra con la Russia per questo? No di certo. E la maggioranza degli americani? Ne dubito. Per riassumere, gli americani non vogliono la guerra, ma molti politici a Washington e altri portatori di interessi particolari la vogliono. È questa divergenza che rende la situazione anche più pericolosa.

Dobbiamo renderci conto che coloro che vogliono questa guerra saranno assolutamente implacabili. Il tentativo di convincerci non finirà finché non avranno ottenuto esattamente quello che vogliono. È qui che tutti noi che abbiamo un pensiero critico dobbiamo giocare un ruolo chiave. Dobbiamo essere pronti ad analizzare attentamente tutte le affermazioni ufficiali non suffragate da prove, e rivolgerle contro i guerrafondai, perché sappiamo di sicuro che i media, di proprietà di una ristretta oligarchia, non lo faranno. Dobbiamo essere pronti a informare i nostri concittadini su cosa sta succedendo, in modo da non farci incantare dai loro discorsi imbonitori con conseguenze che sarebbero disastrose. Sfortunatamente dobbiamo anche essere pronti per un possibile “false flag” (attentato sotto falsa bandiera, ndt) provocato dallo “Stato Profondo”*,  se l’attuale tattica non dovesse funzionare.

Questo non vuole dire che nel corso della storia dell’umanità la guerra non sia mai necessaria. A volte è inevitabile, ma non siamo affatto a questo punto. Inoltre, dovremmo vedere come particolarmente problematico il fatto che molti stiano cercando di spingere verso un conflitto sulla base di accuse che, mettendo le cose in prospettiva, risultano decisamente irrilevanti. E questo mi porta al punto più importante di tutti.

L’America non può vincere una guerra globale di questa portata se si basa su falsi pretesti e in assenza di un fortissimo consenso dell’opinione pubblica. Questo consenso non c’è. Basterà questo a frenare i signori della guerra e i loro subdoli piani? È ancora troppo presto per dirlo, ma so di certo che se venissimo spinti senza motivo in un conflitto globale, non finirà bene per noi. Se questa è la strada che vuole farci percorrere il nostro perverso status quo, non dimentichiamo mai chi sono e quali sono i moventi dietro le loro azioni.

Infine, lasciatemi concludere con la seguente osservazione:

È incredibile come siamo passati senza problemi dalla minaccia esistenziale di al-Qaeda, alla minaccia esistenziale dell’ISIS, alla minaccia esistenziale della Russia.

 

Pubblicato inNazionale / Estera
Udo Ulfkotte è morto. A 56 anni. Aveva rivelato che giornalisti sono “comprati” dalla Cia. I colleghi esultano.

di Maurizio Blondet

Udo Ulfkotte  è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco.  Aveva 56 a  anni.

Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato  al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme”   fossero al soldo dei servizi americani.. Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti  tedeschi ma anche italiani  perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane.

Pubblicato inNazionale / Estera
Dieci portaerei tutte in fila… come a Pearl Harbor ?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

Information Clearing House

Molti lettori mi hanno chiesto perché 10 delle 11 portaerei degli Stati Uniti sono allineate, in fila,  in  rada probabilmente per manutenzione.

Pubblicato inNazionale / Estera
Pagina 1 di 2
Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • Discorso della servitù volontaria
    Scritto da
    Titolo: Discorso della servitù volontaria Autore: Etienne De la Boétie (Filosofo e umanista, 1530-1563) Editore: Classici Feltrinelli Talismano dei disobbedienti, manifesto segreto di ogni libertario: il Discorso della servitù volontaria è un capolavoro clandestino che non perdona. L’autore sostiene che i tiranni detengono il potere perché sono i sudditi a concederglielo volontariamente (servitù volontaria), preferendo la sicurezza di vivere miseramente alla dubbia speranza di vivere agiati;
    Leggi tutto...

Redattore

Utenti online

Abbiamo 154 visitatori e nessun utente online

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto