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Super User

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Per animare il dissenso, follow the money. Seguire il denaro.

Nella poesia Una disperata vitalità, Pier Paolo Pasolini, un grande, ma dissoluto reazionario, gridava con l’amarezza di un’intera vita: “la morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi". Questa riflessione ci è balzata in mente in un momento di sconforto legato alla difficoltà incredibile di ottenere ascolto nel mondo contemporaneo, diffondendo verità e convincimenti in dissenso dalla narrazione corrente, così pervasiva e potente da essere dittatura. TINA, è uno dei tanti acronimi di ascendenza anglo-tecnocratica: there is no alternative, non c’è alternativa. Nessun cervello libero potrebbe crederlo, giacché solo la morte corporale è certa e priva di scelta. Il resto è totalitarismo.

Washington sta preparando un first strike nucleare sulla Russia. Siete pronti a morire ?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info

“Cinquanta anni fa, le strade di Leningrado mi hanno insegnato una cosa: se una lotta è inevitabile, devi colpire per primo” – Vladimir Putin

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Kadima ! En Marche! Avanti, March!

Kadima ! En Marche! Avanti, March!

Kadima ! En Marche! Avanti, March!
I francesi, lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°239

Putin al centro della politica internazionale

Durante l’inizio settimana, Putin è stato al centro della politica internazionale con un giro d’incontri che dimostrano l’acquisita centralità del Cremlino sui più scottanti dossier internazionali, con buona pace di quanti sostengono la ghettizzazione di Mosca; un peso politico che Putin intende sfruttare – come dargli torto – ad esclusivo beneficio del suo Paese.

Gentiloni riceve la visita di George Soros a Palazzo Chigi. Un atto di “cortesia”?

di  Luciano Lago

Molti osservatori si sono chiesti quale sia stato il motivo della visita effettuata “riservatamente” da George Soros al premier Gentiloni lo scorso 3 di Maggio a Palazzo Chigi, proprio in un momento di polemiche e sospetti che coinvolgono, guarda caso, alcune delle ONG da “trasporto express” migranti, che sono finanziate da Soros attraverso la sua “Open Society Foundations (OSF), capofila delle iniziative “filantropiche” del magnate.

IL RIMEDIO ALLA CRISI E’ NOTO. MA NON SI PUO’ DIRE.

45 per cento degli americani  spendono fino a metà del loro reddito per ripagare i debiti sulle loro carte di credito”, suona un titolo di Zero Hedge. Circa  il 50  per cento di loro hanno un debito superiore a 25 mila dollari (esclusi i mutui), in media il debito per persona è sui 37 mila dollari, mentre il reddito personale mediano è sui 30 mila.

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CON MACRON, IL SUPERSTATO FRANCO-TEDESCO

CON MACRON, IL SUPERSTATO FRANCO-TEDESCO

Se perde la Le Pen,  l’Europa diventerà definitivamente la prigione dei popoli, e butteranno via la chiave.  Se vince Macron,  tutte le oligarchie transnazionali, i (loro) grandi media, i banchieri, le lobbies che ci guadagnano, la Erasmus Generation, la Merkel, i partiti collusi dichiareranno che il “populismo” è stato bocciato dai popoli – prima in Olanda, poi in Austria, ora in Francia, per sempre;  che le istanze “sovraniste”   erano delle paturnie infondate di infime minoranze (“deplorevoli”);  proclameranno che gli elettori hanno chiesto: “Ci vuole più Europa”  – e procederanno a  darvela, a ritmo accelerato, per blindare il loro progetto in modo definitivo contro i vostri pentimenti.

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La guerra è un grande spettacolo

La guerra è un grande spettacolo

Per il pubblico occidentale la guerra è un grande spettacolo. A parte i più anziani, che hanno assaporato la seconda guerra mondiale, l’esperienza che noi abbiamo della guerra è esclusivamente audiovisiva, prevalentemente bidimensionale e soprattutto, è artefatta, completamente artefatta, non c’è proprio nulla di vero. Le autentiche immagini delle guerre, guerre – detto fra parentesi – quasi tutte iniziate dall’Occidente, ci vengono nascoste. Non le abbiamo mai viste. I telegiornali mostrano altro. In cambio, però, ci mostrano i film tratti dalle guerre. Facendoci naturalmente pagare il costo del biglietto. Vediamo quindi sistematicamente rappresentazioni false di guerre vere, e così facendo la nostra comprensione del mondo alla lunga se ne va… a farsi fottere.

Padroni di tutto, anche dei giornali: chi crede alle loro news?

Industria, energia, finanza, cemento, sanità. E poi, anche, informazione. Editori puri? Non pervenuti. Chi stampa giornali, in Italia, ha soprattutto altri interessi. Qualcuno può stupirsi se poi “la verità” fatica a imporsi, sui media mainstream? «Ecco chi controlla i giornali in Italia: praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molte di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le “amicizie”», scrive “Coscienze in Rete”, citando l’ultimo report del Cnms, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, una Onlus che monitora lo stato dell’informazione partendo dalla lettura dell’assetto proprietario dei media.

Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

Il giorno successivo al primo turno delle presidenziali francesi, mercati finanziari, grandi media ed istituzioni europee hanno brindato: il “rottamatore” Emmanuel Macron, uscito vincente dal primo turno, avrebbe già ipotecato l’Eliseo, blindando così euro ed Unione Europea.

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  • I veri obiettivi del governo Renzi
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    La dittatura dell'illegittimità - Finalmente “Renzi il Giovane” è riuscito ad inaugurare la nuova Era, quella del primato dei giovani. L’eliminazione del Senato, il più antico consesso romano di governo degli Anziani (Seniores) significa – ed è – soprattutto questo, gridato a gran voce, simbolicamente ma anche concretamente: “Via i vecchi”! Il Ministro del lavoro sta pensando ai prepensionamenti per dare lavoro ai giovani ed è sicuramente inutile fargli notare che soltanto con il sistema di certi popoli “primitivi”, quello di abbandonarli senza acqua né cibo in luoghi disabitati, sarà possibile oggi liberarsi dei vecchi dato che è la maggiore…
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Redattore

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Il punto di Giulietto Chiesa: Vaccini: decisione da rivedere. Le proteste sono giustificate

Di fronte Ddl Lorenzin sui vaccini è naturale chiedersi "a chi giova?". In Italia non abbiamo un'emergenza sanitaria che giustifichi l'imposizione di dodici vaccini, in più in diversi paesi europei le vaccinazioni, pur essendo fortemente raccomandate, non vengono imposte per legge. Se invece si volge lo sguardo verso uno dei giganti dell'industria farmaceutica, la Glaxo, ci si accorge di diversi, clamorosi tentativi di condizionare illegalmente le politiche sanitarie di diversi stati.

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