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La bomba atomica italiana

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La bomba atomica italiana

Estate, vacanze. Il cielo sin troppo sereno di quest’estate caldissima, appare sempre pieno di aerei che lo solcano: velivoli che lasciano lunghe scie bianche, altri che non ne lasciano affatto. Motori differenti? Carburanti diversi? Chissà!

Ci sono molte cose che restano inesplicabili oggigiorno, nonostante internet, i social network e la tv. Già, la televisione: appena riformata. Difficile spiegare come e perché questa riforma della RAI non cambi assolutamente nulla nella gestione della TV pubblica. Quella privata, rincorre la pubblica, tutte preoccupate dal livello dello share.

L’opposizione parlamentare si è indignata, oltre che opposta al provvedimento. Nel solito chiacchiericcio politico, partitico, inutile quanto vacuo, si è distinta l’opposizione dei 5 stelle. Bravi, bene. Ma ora a quei ragazzi, finalmente smaliziati nel comprendere i giochetti della politica, forse è sorto il dubbio che il movimento stesso sia stato uno strumento per togliere forza a quell’opposizione reale che, alle scorse elezioni, avrebbe potuto rendere inattuabile la nomina di un governo asservito ai voleri della finanza. Ora, che persino i loro stessi capi/padroni del partito, pardon, del movimento, hanno concluso che “uno non vale uno” e che “la rete” non basta per fare politica, forse è sopraggiunta la certezza d’essere dei “pupi” mossi da burattinai con un fine semplice quanto rozzo: il proprio tornaconto.

L’eco dei roboanti annunci di riduzione delle tasse e di sviluppo economico, fatti dall’ineletto premier, ha soffocato le acutissime note relative ai pericoli derivanti dal debito pubblico, per anni diffuse dai principali media, televisione pubblica in testa. E’ chiaro a tutti come, quel pacchetto d’interventi varato a suon di decreti legge dall’esimio rettore della Bocconi e dal suo lacrimoso governo, oggi attuato dall’ineletto ragazzotto fiorentino, sia servito esclusivamente ad affossare ciò che restava della naturale italica intraprendenza.

Disoccupazione dilagante, giovanile oltre il 44%, redditi contratti, diritti del lavoro annullati, elementari libertà personali ridimensionate, avviamento di un'impresa reso un'attività epico/eroica, tutto in funzione dell’asserita contrazione del debito, della sicurezza, del rispetto dei parametri di Bruxelles e di molte altre ciance varie. Ma, nonostante tutto, la società dorme. I genitori vendono le terze, le seconde case, smobilizzano gruzzoletti per mantenere figli che perdono il lavoro, che stentano a conservare una professione o rendere attivo un commercio. E’ un’alchimia: un esercizio di abilità gestionale fatto di numeri e analisi sociologiche. Non quella svolta dalle famiglie, ma l’attività dei consulenti di governo, sorretti dai media, finanziati dalle banche e dal denaro pubblico.

Forse ha ragione il vecchio idealista Giulietto Chiesa, quando dalla sua Pandora TV, dichiarando di aver votato 5 Stelle, esorta il movimento ad abbandonare l’indignazione per la legge di riforma della RAI ed a fondare una televisione con i milioncini conservati nelle casse del partito. Gli uomini per il palinsesto li hanno in casa ed anche lo stratega per il marketing. Le informazioni pure e di prima mano, ivi incluse quelle provenienti dal parlamento europeo, ove non si sa cosa facciano gli illustri parlamentari pentastellati. In fondo, oltre che dai risparmi provenienti dalle economie degli scontrini con cui hanno occupato il tubo catodico nei primi mesi, i denari nella cassa del movimento pervengono dai contribuenti italiani, dormienti si, ma non del “mestiere”, come loro.

Non sarebbe ingrato restituirli realizzando un’iniziativa di sensibilizzazione informativa, che possa soprattutto parlare dei veri problemi del Paese. Una voce “fuori dal coro” che indurrebbe gli altri, tutti gli altri, a dover dire qualcosa in più del nulla d’oggi, se non la verità sui fatti.

Quella non sarebbe immaginabile, per l’Italia sarebbe come la bomba atomica.

 

Stefano Radi    

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