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L' albero della vita

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L' albero della vita

In questi giorni, anche nella nostra città di Pergine Valsugana, la comunità islamica ha celebrato la festa dell'Agnello.

Una festa che trae origine dall'Antico Testamento e si rifà all'obbedienza di Abramo verso il comando di Dio, di uccidere il figlio Isacco. Fermato, prima di fendere il pugnale sul figlio, da un messaggero celeste mandato da Dio, Abramo sacrifica un agnello, trovato lì vicino, impigliato nei rovi.

Questa la spiegazione della ricorrenza islamica, che mi è stata resa da un collega arabo, professante la sua religione. Mi ha colpito molto questa spiegazione, che nella sua essenziale semplicità, priva di ridondanze, mi ha ricordato che anche nella nostra cultura cristiana viene raccontata la medesima storia.

Com’è noto cristianesimo ed islam, seppure questi cronologicamente più giovane, pervengono dalla stessa fonte: la Bibbia.

La Fede dei due popoli (islamico e cristiano) ad un certo punto della storia si è divisa, formando due rami dello stesso albero, le cui radici sono i racconti dell'Antico Testamento.

Oggi, questi due rami con tutti i loro ramoscelli, foglie ,ecc,ecc, così com’è accaduto nei secoli scorsi, si fanno ombra l'un l'altro cercando d’ epoca in epoca, di offuscarsi o di farli reciprocamente precipitare.

In realtà, approfondendo la conoscenza dell’uno e dell’altro fondamento religioso, scopriamo che non vi sono grandi differenze, così come spesso si vorrebbe far apparire.

Sorge quindi spontanea la domanda: a chi giova creare discordia e disappunto, diffidenze e diversità inconsistenti tra le genti che professano le due diverse credenze? E, perché ?

Forse la radice non si alimenta più in un terreno fertile e sufficientemente profondo?

Difficile rispondere. Meno difficile sarebbe manifestare maggior tolleranza e approfondimento nella conoscenza “dell'altro”, che così diverso da noi non risulta essere...

 

Giorgio Decarli

 

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