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E’ ad est che sorge il sole.

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Il blocco totale delle importazioni in Russia dei prodotti alimentari provenienti dalla UE, dagli USA e dai Paesi che hanno approvato le sanzioni contro di essa per la contesa sull’Ucraina, si aggiunge ai provvedimenti già intrapresi da Mosca sulle forniture di gas, essenziali per alcuni stati della UE.

Mentre Putin stringe nuove e più concrete relazioni economiche con India e Cina, l’UE si ostina a ragionare con  le logiche di USA e GB, nell’intento di placcarne lo sviluppo.

La Russia non è l’America del Nord dei pionieri, nella quale in cent’anni fu possibile avere ragione delle tribù indiane. E’ uno stato antico, dotato di cultura, ingenti risorse del sottosuolo e capacità di sfruttarle, nel quale università non seconde ai troppo celebrati atenei statunitensi, formano ingegni in grado di produrre pensiero e progetti.

Un’Ucraina politicamente nuovamente nell’orbita russa, non può essere gradita alla visione neocolonialista di un capitalismo mondialista, intento a imporre la propria legge ovunque, contando sul consenso e sulla superficialità culturale di milioni di persone, abbacinate dall’immagine aerea dei grattaceli di NewYork, dal gusto della Coca Cola e dalle hamburger di MCDonald.

Oggi saranno gli operatori del settore alimentare a subire la perdite economiche derivanti da accordi commerciali resi invalidi, domani potrà essere la casalinga a dover razionalizzare i propri consumi energetici, per rendere soddisfazione a visioni geopolitiche totalmente estranee ai propri interessi ed alla propria vita.

Impossibile sarà che ai danni derivanti, pensino i governanti dei Paesi UE, a libro paga del mondialismo, utile, se non indispensabile , che ci riflettano con tempestività ed avvedutezza i cittadini.

 

Mirco Cattani

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