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Pensioni ultime notizie: fallimento in arrivo, novità deludenti

Con il referendum costituzionale alle porte, il governo Renzi si gioca molto sulla riforma pensioni.

Lavoratori anziani e pensionati rappresentano uno dei più grandi bacini elettorali in Italia: presentare novità in grado di compiacerli potrebbe essere determinante per la vittoria del Sì.

Matteo Renzi lo sa benissimo e le stanno studiando tutte per presentare degli spot elettorali sul fronte pensioni. Purtroppo basta un rapido sguardo alle idee che girano nelle ultime notizie sulle pensioni di questi giorni, per capire che proprio e soltanto di spot elettorali si tratta: all’orizzonte non ci sono dei veri e propri scossoni positivi per il mondo previdenziale.

Qualità della vita in Italia: come nel Medioevo

Prima il posto fisso, poi il risparmio privato, infine la casa di proprietà.

Ci hanno abituato a pensare che il lavoro stabile sia anacronistico, una dimensione nostalgica e inadatta alle dinamiche del Terzo Millennio (il Jobs act legalizza il precariato permanente e il licenziamento arbitrario).

Fatevene una ragione ci hanno detto. E ce la siamo fatta.

Ci stanno abituando a pensare che il bail-in sia una cosa buona e giusta (tradotto: le banche perdono giocando d’azzardo, i clienti pagano il conto, tutto a norma di legge. E ce ne stiamo facendo una ragione.

Crescita infinita, benessere diffuso

Per tutti gli anni settanta e ottanta, prima della caduta del muro, ai berlinesi dell’est che riuscissero a traguardare al di là del Chek point Charly in Friedrichstrasse, si presentavano tra mille scintillii di luci le boutique del settore occidentale.

Un’attrazione che dimostrava ciò che era l’occidente: non retorica politica, conformismo innaturale per i più intelligenti, burocrazia fatta di moduli e visti, sfruttamento economico sovietico, ma libertà, spazio per la propria intraprendenza, nuovi prodotti, macchine e belle cose da comperare, indefinitamente, con i proventi di un lavoro ben retribuito.

Egemonia USA al tramonto, Russia Cina e BRICS leader in nuovo sistema economico mondiale

Per il banchiere tedesco Folker Hellmeyer Russia Cina e BRICS scalzeranno gli USA dalla leadership mondiale politica ed economica. In questo scenario l'Europa uscirà pesantemente ridimensionata, dal momento che non ha un programma di sviluppo e segue alla cieca la politica americana, spesso contraria a suoi interessi, come nel caso delle sanzioni.

La chiusura del South Stream è rischiosa per l’Italia

La notizia della chiusura del progetto “South Stream” è stata accolta da molte edizioni italiane come fulmine a ciel sereno. Nondimeno i dirigenti ufficiali italiani, che ieri avevano in programma la diversificazione delle forniture delle risorse energetiche, in primo luogo grazie al South Stream, hanno reagito in modo sorprendentemente contenuto alla rinuncia della Russia alla realizzazione di questo progetto.

“In questo momento non riteniamo questo progetto fondamentale per l’Italia, per cui la decisione di bloccarlo non rappresenta adesso un motivo di preoccupazione”, ha detto il premier Matteo Renzi.

Nicolò Sartori, specialista di sicurezza energetica dell’Istituto degli Affari Internazionali di Roma, parla nell’intervista a “La Voce della Russia” dei risvolti che la chiusura di questo progetto avrà in realtà per l’Italia.

Le lacrime di Turco e Fornero e la solitudine degli italiani

Il crollo di affluenza alle regionali di Calabria ed Emilia-Romagna attesta in modo drammatico il senso di profonda solitudine e abbandono che sta provando l’elettorato italiano. Non può essere letto diversamente il crollo dei votanti in un Paese che storicamente si recava in massa ad esprimere la propria preferenza.

I numeri sono schiaccianti: 5,5 milioni di elettori avrebbero dovuto recarsi a votare, e invece in Emilia-Romagna si registra un calo shock dell'affluenza (ha votato soltanto il 37,67% degli aventi diritto, ossia il 30,3% in meno rispetto al 2010) e in Calabria si è recato alle urne il 44,1% degli elettori contro il 59,26% del 2010.

Il crollo di una costruzione immaginaria

I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’“Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe. Ebbene, cosa aspettano governanti e cittadini a riconoscere come tutto ciò sia assurdo? Che la terribile crisi economica, la tragica disoccupazione, la perdita di speranza per il futuro, la rinuncia a fare figli, l’invasione immigratoria che ci devasta, sono tutti risultati di quel progetto irreale chiamato “Unificazione Europea”? La moneta unica, con la delega a dei cittadini privati quali i proprietari della Banca Centrale a creare il denaro prodotto dal nostro lavoro, ha soltanto innescato la bomba che ha fatto esplodere la crisi, ma si trattava comunque di una crisi inevitabile, quella di una costruzione politica immaginaria: l’UE.

La Russia lancia un nuovo portale per investitori stranieri

Invest in Russia è il nome di un nuovo portale d'informazione lanciato la scorsa settimana a Mosca. Con il suo aiuto investitori stranieri potranno ricevere le informazioni necessarie riguardante l'attività d'investimenti in Russia. Il portale si trova nel segmento russo della rete all'indirizzo: investinrussia.ru. L'iniziatore e creatore della risorsa, unica nel suo genere, è il Fondo Russo d'Investimenti Diretti (RFPI).

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La saggezza degli italiani

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La saggezza degli italiani

Finalmente abbiamo un governo che sta facendo le riforme, plaudito dai massimi responsabili della politica e dell’industria. Tuttavia le previsioni analitiche degli esperti UE pubblicate questa settimana, annunciano un notevole peggioramento delle prospettive di crescita economica dell’unione in generale e dell’Italia in particolare, anche per il 2015.

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