Contenuto Principale
%PM, %30 %680 %2016

Il caso. “Il Ttip è morto” per il vice cancelliere tedesco. Lo rimpiangeranno in pochi

Postato da  
Il caso. “Il Ttip è morto” per il vice cancelliere tedesco. Lo rimpiangeranno in pochi

di Augusto Grandi

Il Ttip è morto”, ha certificato Sigmar Gabriel, vice cancelliere tedesco. Con il rischio, però, che possa venir riesumato dopo le elezioni americane e quelle tedesche. Se davvero morirà, a rimpiangerlo saranno in pochi: le multinazionali e il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda.

Oltre al codazzo di piccoli imprenditori che, come d’abitudine, non hanno capito nulla ma si erano allineati ai diktat dei Marchionne di turno. In realtà il Ttip, ossia il trattato per il libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti (più satelliti vari), avrebbe provocato disastri proprio alle piccole e medie imprese industriali. E avrebbe distrutto l’agricoltura europea.

I sostenitori del trattato, sul versante europeo, magnificavano le prospettive di incremento dei commerci tra le due sponde dell’Atlantico. Fingendo di ignorare che gli ostacoli attuali all’export italiano verso gli USA non derivano da regole e dazi, ma dalle dimensioni delle nostre aziende. Esportare significa sostenere dei costi ed il 70% delle imprese italiane non vende all’estero. Neppure nei Paesi confinanti. In compenso il Ttip, modellato secondo le volontà americane, avrebbe comportato l’obbligo europeo di accogliere i cibi americani a base di Ogm ed ormoni, verdure ai pesticidi. Con la possibilità per le multinazionali statunitensi di denunciare i Paesi europei che avessero voluto opporsi al cibo spazzatura, ai prodotti industriali fatti realizzare dalle multinazionali USA nei Paesi dove è permesso lo sfruttamento della manodopera infantile.

Ed il tribunale che avrebbe affrontato queste controversie sarebbe ovviamente stato americano. Il Ttip, in pratica, avrebbe favorito ulteriori delocalizzazioni produttive in nome del libero scambio. Anche perché gli USA hanno firmato un trattato simile con i Paesi dell’area del Pacifico. Dunque avrebbero potuto imporre in Europa le produzioni asiatiche a basso costo, spazzando via la concorrenza europea. In cambio di cosa? Della possibilità, per i grandi gruppi industriali europei, di avere i medesimi standard produttivi per i mercati sulle due sponde dell’Atlantico. In pratica un risparmio per i soci dei grandi gruppi, pagato con peggiori condizioni per tutti i cittadini europei. Senza dimenticare che, anche senza Ttip, le esportazioni europee verso gli USA sono aumentate, a partire da quelle italiane. E senza rinunciare alla sicurezza alimentare.

Fonte: Barbadillo

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • IL MO-VI-MENTO 5 STELLE TRENTINO
    Il risultato elettorale del Mo-vi-mento 5 Stelle in Trentino, anche se ha prodotto due gongolanti di gioia consiglieri provinciali, ha innescato molteplici “mal di pancia” a molti candidati delusi. La flessione di quasi venti punti percentuali tra i suffragi ottenuti a febbraio e quelli registrati a ottobre, non è attribuibile alla caduta delle foglie tipica dell’autunno, visto cha a febbraio a questa latitudine, esse non sono ancora comparse sui rami, ma ad un’evidente, improvvida gestione del patrimonio dei consensi conseguiti, dovuta alla delusione degli elettori non tanto o solo, verso i risultati politici non raggiunti a livello nazionale, ma ad…
    Leggi tutto...

Redattore

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto