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La Merkel sull’orlo di una crisi di nervi (dopo le dichiarazioni di Trump).

“….Angela Merkel è “di gran lunga il leader europeo più importante” e “se guardate all’Ue” di fatto è un veicolo per gli interessi della Germania.A dichiararlo è stato Donald Trump, il presidente eletto americano che si appresta a fare il suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, e che ha rilasciato un’intervista alla tedesca Bild e al britannico Times.

PERSONE MOLTO POTENTI ALL'INTERNO DELL’AMMINISTRAZIONE AMERICANA VOGLIONO LA GUERRA: ECCO LA LORO STRATEGIA.

Zero Hedge riporta un accorato articolo di Michael Krieger sugli interessi molto potenti all’interno dell’amministrazione USA che spingono verso una guerra su larga scala e su come  tutti coloro che amano la verità dei fatti e il pensiero critico possono cercare di contrastare questa pericolosa deriva. Il punto fondamentale sta nell’informazione:  analizzare attentamente tutte le affermazioni ufficiali propagandate dai media e non suffragate da prove, e rivolgergliele contro.

di Michael Krieger, 5 gennaio 2017

Traduzione di @Malk_klaM

“La crescente isteria nei riguardi della Russia si può comprendere meglio se si considera che soddisfa due necessità di Washington: la transizione del complesso militare-industriale dalla “guerra al terrorismo” verso una più redditizia “nuova guerra fredda”, e sventare la minaccia rappresentata dal presidente Trump nei confronti dell’establishment liberal /neoconservatore interventista in politica estera.

Promuovendo la “minaccia” russa, i neoconservatori e  i falchi liberal che li sostengono, che comprendono gran parte dei media mainstream americani, possono assicurarsi maggiori spese militari da parte del Congresso. Questa montatura inoltre mette in moto una manovra ostruzionista per impedire un cambio significativo di direzione della politica estera americana con Trump.”

Dal post: Chi trae vantaggio dalla guerra con la Russia?

Quello che segue sarà probabilmente uno degli articoli più importanti che io abbia mai scritto. Dopo aver passato un po’ di tempo a guardare il rapporto dell’intelligence al Senato appena concluso, sono arrivato alla conclusione che sia stata una delle cose più inquietanti e sinistre che io mi ricordi. Sono molti i punti di riflessione, e non c’è niente di buono.

Prima di cominciare, voglio ricordare a tutti una cosa che ho scritto la scorsa estate nell’articolo “Il governo giapponese si muove verso il dispotismo e il militarismo“:

“Uno degli aspetti più sconfortanti dell’importante lavoro di Neil Howe e William Strauss sui cicli generazionali “The Fourth Turning (1977) è il fatto che nella storia americana questi cicli raggiungono l’apice e terminano con guerre su larga scala.

Per la precisione, la prima delle “Quattro svolte” nella storia americana è culminata con la Rivoluzione (1775-1783), la seconda è culminata con la Guerra Civile (1861-1865), mentre la terza è finita con la guerra più sanguinosa di tutta la storia, la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945). Sono trascorsi 78 anni tra la guerra di Rivoluzione e la Guerra Civile, e sono trascorsi 76 anni tra la Guerra Civile e la Seconda Guerra Mondiale (76 se si conta l’anno di ingresso degli Stati Uniti nel conflitto). Quindi, se la teoria di Howe e Strauss è valida, e io credo che sia così, dobbiamo prepararci per un conflitto su larga scala che cominci all’incirca 75 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo ci porterebbe al 2020.

Più mi guardo intorno e più vedo apparire segnali ovunque nel mondo che siamo diretti verso un altro grande conflitto. Dall’inutile ritorno della Guerra Fredda con la Russia, alle crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale e al totale caos e distruzione nel Medio Oriente, il mondo è una gigantesca polveriera. Per trasformare queste zone già in conflitto in una conflagrazione su larga scala basta un’altra grave crisi economica globale,  cosa che mi aspetto accada entro i prossimi 1-2 anni. Spaventosamente, questo ci mette perfettamente in linea con l’anno 2020.”

Una delle principali ragioni per le quali ho contrastato con tanta forza Hillary è  perché credevo che lei incarnasse il bruciante desiderio dei neoconservatori e neoliberal,  e del complesso militare e strategico industriale, di uno scontro globale con la Russia, oltre che di portare avanti le  disastrose avventure imperiali in tutto il mondo. Molti di noi speravano che con la sua sconfitta avrebbe prevalso il buon senso e gli americani avrebbero potuto avere una tregua dallo stato di guerra senza fine. Questo non è successo.

Anzi, i sostenitori di Hillary sono diventati persino più aggressivi e sconsiderati nella loro sete di sangue, e sembrano pronti a tutto per arrivare a uno scontro che porterà a una devastazione inimmaginabile per il popolo americano. Per me questa è diventata una preoccupazione talmente insostenibile che ho sentito il bisogno di un confronto su quello che dovrebbero fare quelli di noi che vorrebbero evitarlo.

Prima di tutto dobbiamo capire le motivazioni di chi ci sta portando in questa direzione disastrosa. Il loro movente principale è molto semplice: il desiderio di mantenere potere e status. Vedono i segni premonitori della disintegrazione dell’autorità e della credibilità dello status quo, e comprendono che c’è bisogno di concentrarsi su un nemico esterno per distogliere l’attenzione dai fallimenti in casa propria. In secondo luogo dobbiamo capire a che punto siamo nel processo di preparazione della guerra. Dobbiamo riconoscere che interessi molto potenti hanno già deciso che vogliono questa guerra. Per loro,  guardare ai fatti ed essere ragionevoli non conta più niente, hanno già deciso. Quindi hanno già una strategia.

Proprio in questo momento, i media, i politici, le agenzie di intelligence ci stanno già convincendo della necessità di questa guerra, e con loro altri portatori di interessi particolari che traebbero vantaggio da una dominazione imperiale all’estero (al contrario della stragrande maggioranza di noi, che ne saremmo danneggiati gravemente). Quando arrivate a comprendere che ci troviamo di fronte a un enorme tentativo di imbonirci per radunare in massa gli americani come pecore verso un conflitto che non è certamente nel loro interesse, allora tutto quello che vedete e sentite intorno a voi inizia ad avere senso.

Nel caso che dubitiate della mia teoria secondo la quale certe persone hanno già deciso che vogliono questa guerra, guardate questa polemica del neoconservatore Lindsey Graham :  “Io non ho mai visto una guerra che non mi sia piaciuta”.  Lui è senz’altro ben disposto a mandare gli altri in guerra.

Ma la cosa più inquietante del desiderio infinito di Graham di menare le mani è quello che ha detto alla fine James Clapper, direttore del National Intelligence: “Mi trovo perfettamente d’accordo con quello che ha appena detto, e lo apprezzo molto”.  A dirigere il manicomio ora ci sono i pazzi.

Questo è molto importante. James Clapper ammette di volere uno scontro con la Russia. Perché? Perché è sua opinione che la Russia abbia fornito davvero informazioni a Wikileaks che hanno messo in imbarazzo il Partito Democratico, e di conseguenza causato la sconfitta elettorale di Hillary Clinton. Ammettiamo pure per un attimo che i servizi segreti americani abbiano davvero le prove che Putin abbia orchestrato questa operazione e l’abbia mandata a Wikileaks con il preciso proposito di aiutare Trump.  Se si potesse provare, credo assolutamente che si tratti di informazioni importanti e credo che gli americani dovrebbero esserne a conoscenza. E comunque, sarei disposto ad andare in guerra con la Russia per questo? No di certo. E la maggioranza degli americani? Ne dubito. Per riassumere, gli americani non vogliono la guerra, ma molti politici a Washington e altri portatori di interessi particolari la vogliono. È questa divergenza che rende la situazione anche più pericolosa.

Dobbiamo renderci conto che coloro che vogliono questa guerra saranno assolutamente implacabili. Il tentativo di convincerci non finirà finché non avranno ottenuto esattamente quello che vogliono. È qui che tutti noi che abbiamo un pensiero critico dobbiamo giocare un ruolo chiave. Dobbiamo essere pronti ad analizzare attentamente tutte le affermazioni ufficiali non suffragate da prove, e rivolgerle contro i guerrafondai, perché sappiamo di sicuro che i media, di proprietà di una ristretta oligarchia, non lo faranno. Dobbiamo essere pronti a informare i nostri concittadini su cosa sta succedendo, in modo da non farci incantare dai loro discorsi imbonitori con conseguenze che sarebbero disastrose. Sfortunatamente dobbiamo anche essere pronti per un possibile “false flag” (attentato sotto falsa bandiera, ndt) provocato dallo “Stato Profondo”*,  se l’attuale tattica non dovesse funzionare.

Questo non vuole dire che nel corso della storia dell’umanità la guerra non sia mai necessaria. A volte è inevitabile, ma non siamo affatto a questo punto. Inoltre, dovremmo vedere come particolarmente problematico il fatto che molti stiano cercando di spingere verso un conflitto sulla base di accuse che, mettendo le cose in prospettiva, risultano decisamente irrilevanti. E questo mi porta al punto più importante di tutti.

L’America non può vincere una guerra globale di questa portata se si basa su falsi pretesti e in assenza di un fortissimo consenso dell’opinione pubblica. Questo consenso non c’è. Basterà questo a frenare i signori della guerra e i loro subdoli piani? È ancora troppo presto per dirlo, ma so di certo che se venissimo spinti senza motivo in un conflitto globale, non finirà bene per noi. Se questa è la strada che vuole farci percorrere il nostro perverso status quo, non dimentichiamo mai chi sono e quali sono i moventi dietro le loro azioni.

Infine, lasciatemi concludere con la seguente osservazione:

È incredibile come siamo passati senza problemi dalla minaccia esistenziale di al-Qaeda, alla minaccia esistenziale dell’ISIS, alla minaccia esistenziale della Russia.

 

Udo Ulfkotte è morto. A 56 anni. Aveva rivelato che giornalisti sono “comprati” dalla Cia. I colleghi esultano.

di Maurizio Blondet

Udo Ulfkotte  è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco.  Aveva 56 a  anni.

Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato  al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme”   fossero al soldo dei servizi americani.. Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti  tedeschi ma anche italiani  perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane.

Dieci portaerei tutte in fila… come a Pearl Harbor ?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

Information Clearing House

Molti lettori mi hanno chiesto perché 10 delle 11 portaerei degli Stati Uniti sono allineate, in fila,  in  rada probabilmente per manutenzione.

Fine dell’Impero Statunitense: Navi da Guerra Russe Appena Arrivate nelle Filippine

DI DARIUS SHAHTAHMASEBI

Informationclearinghouse

Il noto critico americano di politica estera e linguista, il prof. Noam Chomsky, ha dichiarato svariate volte che il potere degli Stati Uniti è costantemente diminuito dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come nota Chomsky, nel 1945, gli Stati Uniti possedevano “metà della ricchezza mondiale, una difesa incredibile, controllavano l’intero emisfero occidentale, i due oceani, e le sponde opposte di entrambi gli oceani.”

Il lascito di Obama e dei suoi: MINISTERO DELLA VERITA’ Non dite quello che pensate. Non pensate quello che dite. Meglio, non pensate. Manette in arrivo.

DI FULVIO GRIMALDI

Mondo cane

Amici, anche questo è lungo, ma riguarda tutti noi da vicino. Spero di riuscire a farvi intravedere le manette che vi pendono sul naso.

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Il nuovo antirazzismo

Il nuovo antirazzismo

di Martino Mora

Vi fu un tempo in cui l’antirazzismo era una passione nobile. Era il rifiuto di stigmatizzare qualcuno per il colore della pelle o il popolo di appartenenza. Era il rifiuto di giudicare non umane o comunque inferiori delle persone per le loro caratteristiche biologiche o anche etniche (il concetto di “etnia”, a differenza di quello di “razza”, ha anche un significato culturale).

ACCELERA LA DITTATURA DELLE TECNOCRAZIE INETTE

Per fortuna ha suscitato obiezioni persino nei mainstream media la proposta di  Pitruzzella. Costui, Giovanni Pitruzzella, all’insaputa della maggioranza degli italiani, è una “authority”. Più precisamente, è a capo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, popolarmente detta “Antitrust”. 

Le forze russe utilizzano i missili Onix, di impatto strategico , in Siria contro obiettivi dei terroristi per dare un segnale agli USA

di Dr. Lajos Szaszdi Leon-Borja

E’ stato riportato da fonti militari che la flotta russa del Mediterraneo, nelle scorse settimane, ha neutralizzato obiettivi dei terroristi in Siria mediante i missili da crociera di attacco a terra Kalibr 3- m14, e SS-N-30, secondo la classificazione NATO, che sono stati lanciati sia dalla portaerei Almirante Kuznetsovde, sia dalla fregata Almirante Grigorovich, che stazionano entrambe davanti alle coste della Siria.

Attentato al mercatino natalizio di Berlino: le reazioni delle autorità tedesche

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Proviamo a dare uno sguardo a cosa è successo ieri ed alle reazioni delle autorità tedesche: subito dopo l’attacco terroristico a Berlino le reazioni sono state praticamente pari a zero. Sono intervenuti i capi di stato e di governo stranieri, per esprimere la loro solidarietà, mentre il silenzio dei politici tedeschi era assoluto ed assordante.

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