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CON MACRON, IL SUPERSTATO FRANCO-TEDESCO

Se perde la Le Pen,  l’Europa diventerà definitivamente la prigione dei popoli, e butteranno via la chiave.  Se vince Macron,  tutte le oligarchie transnazionali, i (loro) grandi media, i banchieri, le lobbies che ci guadagnano, la Erasmus Generation, la Merkel, i partiti collusi dichiareranno che il “populismo” è stato bocciato dai popoli – prima in Olanda, poi in Austria, ora in Francia, per sempre;  che le istanze “sovraniste”   erano delle paturnie infondate di infime minoranze (“deplorevoli”);  proclameranno che gli elettori hanno chiesto: “Ci vuole più Europa”  – e procederanno a  darvela, a ritmo accelerato, per blindare il loro progetto in modo definitivo contro i vostri pentimenti.

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La guerra è un grande spettacolo

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La guerra è un grande spettacolo

Per il pubblico occidentale la guerra è un grande spettacolo. A parte i più anziani, che hanno assaporato la seconda guerra mondiale, l’esperienza che noi abbiamo della guerra è esclusivamente audiovisiva, prevalentemente bidimensionale e soprattutto, è artefatta, completamente artefatta, non c’è proprio nulla di vero. Le autentiche immagini delle guerre, guerre – detto fra parentesi – quasi tutte iniziate dall’Occidente, ci vengono nascoste. Non le abbiamo mai viste. I telegiornali mostrano altro. In cambio, però, ci mostrano i film tratti dalle guerre. Facendoci naturalmente pagare il costo del biglietto. Vediamo quindi sistematicamente rappresentazioni false di guerre vere, e così facendo la nostra comprensione del mondo alla lunga se ne va… a farsi fottere.

Padroni di tutto, anche dei giornali: chi crede alle loro news?

Industria, energia, finanza, cemento, sanità. E poi, anche, informazione. Editori puri? Non pervenuti. Chi stampa giornali, in Italia, ha soprattutto altri interessi. Qualcuno può stupirsi se poi “la verità” fatica a imporsi, sui media mainstream? «Ecco chi controlla i giornali in Italia: praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molte di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le “amicizie”», scrive “Coscienze in Rete”, citando l’ultimo report del Cnms, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, una Onlus che monitora lo stato dell’informazione partendo dalla lettura dell’assetto proprietario dei media.

Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

Il giorno successivo al primo turno delle presidenziali francesi, mercati finanziari, grandi media ed istituzioni europee hanno brindato: il “rottamatore” Emmanuel Macron, uscito vincente dal primo turno, avrebbe già ipotecato l’Eliseo, blindando così euro ed Unione Europea.

Francia: la sinistra mondialista acclama il nuovo “enfant prodige” Macron, paladino della finanza cosmopolita.

di  Luciano Lago

Tutto come previsto il risultato al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia: vincono i due candidati largamente favoriti, Emmanuel Macron e la Marine Le Pen.

Un crescendo di tensione fino al ballottaggio, ed oltre…

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Giovedì sera, a distanza di nemmeno di 72 ore all’apertura delle urne, la Francia è stata vittima di un attentato terroristico dalla forte carica simbolica: un agente di polizia è stato ucciso sugli Champs-Elyées da un presunto affiliato all’ISIS. L’Esagono sceglierà così il prossimo presidente della Repubblica non solo in pieno stato d’emergenza, ma oppresso anche da una cappa di terrore appena rinfocolata: è il coronamento di un’inutile strategia della tensione con cui il sistema euro-atlantico ha cercato di compattare l’elettorato attorno ai propri partiti. La tempistica dell’attentato conferma che Marine Le Pen gode di un ampio margine di vantaggio: la tensione, in Francia e sul piano internazionale, aumenterà costantemente fino al ballottaggio del 7 maggio, ed oltre.

Francia: Le Pen fa ritirare bandiera Ue da studio tv

PARIGI (Pars Today Italian) – Niente bandiera europea per la presidente del Front National Marine Le Pen ma dietro di lei solo quella francese: coerente con le sue idee che puntano all’uscita della Francia dall’Europa e dall’euro, la candidata dell’estrema destra ha preteso di partecipare alla trasmissione televisiva ‘Demain Président’ di TF1 senza il vessillo dell’Europa sullo sfondo, come è consuetudine per tutti i candidati che partecipano alla trasmissione.

Terra contro mare: una nuova guerra mondiale potrebbe essere inevitabile

Il raid americano in Siria e la minaccia di un analogo intervento in Nord Corea hanno riacceso i timori di un conflitto mondiale esteso a Russia e Cina.

Quello che non ci dicono su Kim Pyongyang

Kim è un pazzo. Kim è un criminale. Kim è un dittatore. E’ il solito repertorio, reso però sempre più stucchevole da Presidenti occidentali che giocano tranquillamente a golf mentre bombardano Paesi che distano decine di migliaia di chilometri dai loro confini.

Comunque, che Kim Pyonyang sia un leader decisamente fuori dai canoni democratici non ci piove: basti pensare che in Corea del Nord la naja dura una cosa come dieci anni, mentre dalle nostre parti ci si dava gravemente malati per dieci mesi effettivi.

Fin qui la «narrazione» occidentale sul paffuto leader coreano – la reductio ad Hitlerum di tutti i nemici della Nato – ci può anche stare.

Quello che invece non ci sta proprio per niente è paventare la pericolosità della Corea del Nord. Lasciando decantare questo racconto si finisce per giustificare la presenza della portaerei americana a ridosso delle coste coreane in queste ore.

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