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RIUNIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 OTTOBRE 2013

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Il 16 ottobre scorso si è riunito per la quarta volta il Consiglio Comunale di Pergine nella sala di Piazza Municipio.
I lavori sono iniziati con un leggero ritardo, con le domande di attualità, ovvero le interrogazioni poste dalle opposizioni alla maggioranza, alle quali, gli assessori, ciascuno per parte di competenza, sono tenuti a dare risposta immediata. È chiaro che, le predette interrogazioni, sono per regolamento preventivamente inviate al Consiglio, il quale, in tal modo, dispone  del tempo occorrente per individuare chi dovrà elaborare le risposte.

Le domande formulate in questa fase della riunione, consistono in quesiti su vari temi e problematiche che, scaturiti dalla popolazione, sono posti all’attenzione dell’Amministrazione comunale, attraverso i propri rappresentanti (Consiglieri).
La riunione è iniziata con l’intervento del Consigliere Marina Taffara, la quale ha chiesto  spiegazioni in merito alla chiusura della piscina comunale.
Tale impianto, secondo il consigliere Taffara, sarebbe chiuso per problemi amministrativi, insorti a seguito complicazioni burocratiche, inerenti l’aggiudicazione della gestione dell’impianto natatorio ad un nuovo concessionario.
La risposta “secca” dell’assessore competente, ha escluso ogni congettura del consigliere, affermando che quanto detto non corrisponde al vero: la piscina è regolarmente aperta; è stata chiusa per circa 15 giorni a seguito lavori di manutenzione ordinaria e resterà chiusa per ulteriori 10 giorni, per eseguire le verifiche tecnico-amministrative relative all’accertamento dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Sarebbe stato preferibile che il consigliere Taffara, prima di formulare l’interrogazione e di elaborare le conseguenti congetture, si fosse peritata di fare una semplice telefonata alla piscina, per ottenere le opportune informazioni.

Il Consigliere Taffara, non coadiuvato da alcuno dei colleghi di minoranza, non ha ribattuto.

Effettivamente, per quanto ci consta, da privati cittadini, noi “la telefonata” l’abbiamo fatta e non solo alla piscina, abbiamo infatti sentito fruitori abituali dell’impianto, compresi tra i nostri amici, parenti e la scuola elementare, apprendendo quanto segue.
Tutte le attività normalmente svolte nell’impianto di via Marconi sono sospese, ad eccezione del “libero spazio acqua”; ovvero:

le attività agonistiche non dispongono più dello spazio a loro riservato ed anche la società sportiva deve effettuare gli allenamenti (quotidiani per gli agonisti) nelle strutture di Trento. Le scuole elementari hanno cancellato dai loro programmi i corsi di nuoto per gli alunni, non avendo alcuna garanzia in merito alla loro programmazione.

Per la cronaca, alcuni nuotatori iscritti nel settore agonistico hanno deciso di cambiare attività sportiva, per non doversi traferire quotidianamente a Trento.

La telefonata ed i colloqui avuti hanno si dimostrato che la piscina NON è chiusa, ma che l’interrogazione del Consigliere Taffara era alquanto pertinente, mentre la risposta dell’assessore competente è stata alquanto insoddisfacente.

E’ seguita la richiesta formulata dal Consigliere Tessadri, sull’opportunità di riproporre, come nel passato, la Commissione Urbanistica. L’Assessore Negriolli ha risposto che la costituzione della Commissione Urbanistica non è una priorità del Comune, ma sarà valutata in futuro l’opportunità di ricostituirla.

Un ulteriore quesito è posto dal Consigliere Marina Taffara, a nome di tutta la minoranza, esso concerne la dibattuta disponibilità del Comune di Pergine Valsugana, ad assistere i comuni limitrofi nelle pratiche tecnico\amministrative, relative ai lavori pubblici (si veda relazione sul precedente Consiglio Comunale).

Ha risposto il Sindaco, rilevando l’inopportunità di ritornare su una questione già approvata dal Consiglio, nella seduta precedente, in merito alla quale la stessa Taffara aveva votato favorevolmente. Il Consigliere Taffara ha ribattuto affermando che in quella votazione si era sbagliata a votare.

Ciò corrisponde al vero:

io stesso rammento come l’errore fosse stato subito palesato dalla consigliera, ma data l’irrilevanza della valenza ai fini del risultato, essa avesse soprasseduto nella richiesta di ripetizione della procedura di voto, evitando di far perdere tempo al Consiglio Comunale.

I lavori del Consiglio Comunale sono proseguiti con l’interrogazione del Consigliere Tessadri, il quale ha interrogato il Sindaco in merito all’opportunità di indire un’asta pubblica, per l’alienazione degli oggetti rinvenuti sul territorio comunale e ricoverati nei depositi del Comune.

L’asta pubblica dei beni mobili inutilizzati e ricoverati nei depositi offrirebbe il duplice vantaggio di liberare spazi e incassare denaro da utilizzare per “fare cassa”.

Ha risposto alla richiesta di Tessadri, la vicesindaco Daniela Casagrande, la quale ha riferito  che è già stata fatta una ricognizione sul materiale custodito nei depositi.

Allo stato attuale i beni alienabili non sono numerosi e non tutti giacciono nei depositi da tempo sufficiente per acquisirne la proprietà e permetterne quindi la vendita. Viene comunque accolta con favore la proposta del Consigliere.

Ha fatto seguito un intervento del Consigliere Lazzeri, il quale ha richiesto una modifica all’attuale “Regolamento Edilizio Comunale!, tale da ridefinire il concetto di “stagionale” espresso nell’articolo 39 del suddetto Regolamento, per la copertura e delimitazione degli spazi antistanti gli esercizi pubblici.

Tale proposta, trova giustificazione nel tentativo di ridurre il costo sostenuto dai gestori per il montaggio e smontaggio delle strutture “mobili”, divenute negli anni sempre meglio integrate con le caratteristiche tipologiche degli edifici.

Ne è seguito un interessante dibattito a cui hanno partecipato molti Consiglieri, evidenziando i pericoli e le opportunità, derivanti dalla sollecitata modifica al Regolamento.

Infatti, se, in effetti, il termine “a scadenza stagionale” non definisce chiaramente il periodo temporale nel quale questi manufatti possono essere installati (estate\inverno) è anche vero che le diverse condizioni metereologiche del nostro Comune, nelle due stagioni, richiederebbero l’installazione di manufatti con caratteristiche diverse (si pensi al carico della neve nella stagione invernale). Il principio del Regolamento sembrerebbe volto a non eludere il limite delle volumetrie definite per ogni zona.

Non mi dilungo nella trattazione che ne è seguita, basti sapere che sarà comunque valutata la possibilità di apporre al Regolamento le modifiche richieste.

I lavori sono proseguiti con l’argomento forse più atteso dal pubblico presente in aula:

la presentazione del progetto per la realizzazione della “Piattaforma di scambio” dei rifiuti raccolti dalla società a partecipazione pubblica Amnu S.p.A..

La descrizione dell’intervento è stata accompagnata dagli interventi del Direttore e del Presidente di Amnu, i quali hanno ricordato la precarietà dell’attuale localizzazione in viale delle Industrie ed i vantaggi economici che deriverebbero all’azienda e di conseguenza ai cittadini fruitori (e pagatori) del servizio.

Il progetto sarà finanziato da un contributo provinciale di 3.500.000,00€ e, la collocazione in loc. Ciré, assieme alla riorganizzazione del servizio al suo interno, permetterà di ridurre gli spostamenti dei mezzi adibiti alla raccolta (riduzione di 3.496 viaggi all’anno), con effetti diretti sul costo del servizio.

La presentazione del progetto in Consiglio Comunale era  successiva all’incontro organizzato da Amnu S.p.A. al quale sono stati invitati i residenti di Ciré (e chiunque intendesse parteciparvi).

Tale scelta è stata contestata da parte della minoranza, la quale ha dichiarato di non essere stata coinvolta nelle fasi di verifica del progetto. E’ mancata l’occasione per una seria analisi del progetto (Zanei) e, magari, sarebbe stato opportuno dare più pubblicità alla questione (Taffara). Tessadri, non avendo potuto partecipare alla presentazione pubblica del progetto, ha chiesto se siano state opposte delle mozioni rispetto al progetto presentato.

Prendendo la parola, il Sindaco ha ricordato come il progetto in esame sia depositato in comune da tre anni e che chiunque, ma soprattutto l’ex maggioranza, attualmente all’opposizione,  abbia avuto, tempo e modo per verificarne i contenuti.

Ciò premesso, egli ha sottolineato che l’approvazione del progetto è necessaria per ottenere (non perdere) il finanziamento provinciale e rammentato, a mio avviso, non senza un tono di rammarico, come la località Ciré sia bistrattata da oltre 20 anni e che ciò renda indubitabile il malcontento della popolazione ivi residente, innanzi a questo ennesimo “smacco”.

Tuttavia egli ha evidenziato che sono allo studio progetti per la mitigazione dell’impatto ambientale prodotto da tale struttura e per la realizzazione di una pista ciclabile, per il collegamento della frazione con il centro.

Nella speranza di aver riportato con chiarezza quanto discusso dal Consiglio Comunale, riformulo la richiesta all’Amministrazione, per dotarsi delle opportune attrezzature tecniche finalizzate a consentire la visione dei lavori dei nostri rappresentanti ai cittadini, mediante il collegamento in streaming.

Michele Fedel

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