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Il Presidente Ugo Rossi presenta a Pergine la riforma della scuola.

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Ugo Rossi - Tomaselli StefanoUgo Rossi - Tomaselli Stefano

L’incontro è programmato presso l’auditorium “Don Milani”. Con la sala gremita di persone ed un po’ in ritardo, inizia l’incontro tra il Presidente PAT Ugo Rossi e la popolazione di Pergine.

Il segretario del PATT perginese Nicola Vaiz dà il benvenuto, annunciando che tema della serata sarà il Trentino ed i suoi territori da sviluppare, ma soprattutto la viabilità, il tessuto economico/turistico, la scuola e lo sviluppo sostenibile.

L’introduzione è subito smentita dal Presidente, che iniziando il suo intervento afferma: ”… Voglio dirlo in modo trasparente, noi siamo qui questa sera in funzione delle prossime elezioni comunali. Io sono qui, quale Presidente della Provincia, ma più in chiave politica che istituzionale." E quindi avvia un’enunciazione sull’attività svolta dal PATT in provincia e sugli accordi fatti a Roma con Renzi per la difesa dell’autonomia.

Nel corso del suo intervento, affermazioni quali “l’autonomia è in pericolo”, ”dobbiamo salvaguardarla”, “non è detto che l’avremo per sempre”, “i nemici dell’autonomia sono in tutti i partiti politici”, sono ricorrenti. Si ha la sensazione servano sia ad enfatizzare il ruolo assortamente svolto, di unico difensore della nostra autonomia e quindi degli interessi dei trentini, che di spaventare la platea per la possibile perdita dei benefici ad essa conseguenti.

Il tono appare quello di una televendita, ma ciò che conferma la mia impressione è l’argomentare successivo, quando il Presidente parla della nuova legge della scuola. “Un ragazzo che vive ad Egna ha 100 metri di vantaggio sulla vita rispetto ad uno che vive a Mezzolombardo”, afferma, riferendosi alla “dotazione culturale” fornita dal bilinguismo. A suo dire ciò deriva dall’opportunità per un sudtirolese di nascere e crescere con due culture e, soprattutto, due lingue differenti.

Personalmente ritengo che dire che un sudtirolese abbia due culture, sia eticamente sbagliato.

Il sudtirolese non ha mezza cultura italiana e mezza tedesca, ma bensì ha una cultura sudtirolese. E’ come affermare che i trentini sono per due terzi italiani e per un terzo tedeschi. Noi siamo trentini, conosciamo l’italiano e abbiamo una cultura TRENTINA. Non capisco perché si vorrebbe costringerci ad essere ciò che non siamo.

Questa legge del trilinguismo è un offesa alla nostra lingua ed alla nostra cultura.

Perché il Presidente Rossi oltre a parlare di lingue, parla di accorpamento delle culture estere? Crede forse che la cultura trentina sia inferiore? Dobbiamo per questo INCORPORARLA IN ALTRE CULTURE MIGLIORI?

E’ un vecchio progetto, che ha condotto a guerre e lutti. La derazzizzazione da anni latente è oggi una realtà e suona strano che sia propugnata dal massimo rappresentante politico di una comunità montana, piccola, ma ricca di storia, cultura e tradizioni. Perché Presidente Ugo Rossi, membro del PATT, non impariamo il ladino nelle scuole e diamo spazio all’autentica cultura nostrana, anziché a folcloristiche associazioni piumate?

Dopo l’intervento del Presidente, il candidato sindaco di Pergine per la coalizione di centrosinistra Stefano Tomaselli , si alza per introdurre la parte dell’incontro che prevede le domande del pubblico e afferma: “Rompo il ghiaccio io come padrone di casa e, come futuro amministratore di questa città, ringrazio il Presidente Ugo Rossi per essere qui questa sera”.

Evidentemente, dispone di sondaggi che lo indicano già vincitore della prossima tornata elettorale!

Perplesso dalle affermazioni del Presidente, non pongo indugi all’invito del neo sindaco ”in pectore” Tomaselli e porgo una domanda all’illustre ospite.

Premesse le mie profonde perplessità sull’impianto della nuova legge sulla scuola, chiedo se: ”Secondo lei signor presidente, le nostre aziende riescono ad esportare per la grande qualità e affidabilità trentina o perché gli imprenditori parlano tre lingue?“ La risposta del Presidente è molto vaga e utilizza come esempio il settore alberghiero, che, da questa riforma sembra potrà trarre benefici indiretti, ma efficaci. Replico che per un tecnico, che abita e lavora in Trentino, quale domani sarò io, esprimere i termini della proprie conoscenze specifiche in tedesco o in inglese, oltre che in italiano, non gli faciliterà il lavoro. Il problema reale sul tappeto, oggi più di ieri, con la disoccupazione dilagante è creare ed avere lavoro nel nostro territorio. Il Trentino è stato per troppo tempo terra d’emigrazione. Non si tratta di crescita per ottenere classificazioni “A++” da fantomatiche agenzie di rating, utili a se stesse ed a chi le manipola, ma vivibilità per noi stessi.

Seguono le domande dei cittadini Perginesi, che vertono soprattutto sulla viabilità, la riqualificazione del lago di Caldonazzo e sulle promesse fatte e rifatte per ottenere una ciclabile che dovrebbe essere stata realizzata da anni, collegando Trento con Pergine e, per ciò tramite, il Mare del Nord sino alle coste dell’Adriatico. Una ciclabile che, secondo gli interlocutori, porterebbe a Pergine, piuttosto che in una delle altre località attraversate , un’ottima affluenza di turisti.

Ascoltando, mi sorge spontanea una domanda, che rivolgo a Voi lettori del perginese: vogliamo avere come prossimo sindaco una persona che si preoccupa più di Trento e dell’Europa o qualcuno consapevole dei problemi e delle aspirazioni locali, che ha a cuore la propria città e la sua cultura?

 

Michele Decarli

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