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IL BUSINNESS DELLE MANIFESTAZIONI PERGINESI

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IL BUSINNESS DELLE MANIFESTAZIONI PERGINESI

Città di Pergine Valsugana, divenuta da pochi anni la terza del Trentino.

Attiva sul territorio per manifestazioni culturali con il nuovo teatro, sagre ed eventi sportivi. Evidentemente tutte queste attività rendono alla città di Pergine, ai suoi organizzatori e all'amministrazione pubblica: vanto, visibilità e pubblicità oltre che un rispettoso guadagno a seguito della vendita di prodotti vari e gastronomici. Ne beneficiano anche le attività commerciali che, proprio in quei giorni, vedono incrementare i loro affari data l'abbondante affluenza di utenti.

Come in tutte le cose vi è anche un rovescio della medaglia. Nella fattispecie del caso, chi di queste manifestazioni fa le spese, in tutti i sensi, è la categoria degli automobilisti e dei residenti nel centro storico.

Al di là del disagio “acustico” che questi eventi procurano agli abitanti, uno degli aspetti più in ombra, ma non certamente secondario è costituito dal “businnes dell'accoglienza”che il corpo dei vigili urbani perginese offre agli automobilisti.

E' evidente che a seguito di queste manifestazioni, sia incrementata la presenza degli agenti soprattutto finalizzata ad un controllo del traffico, per garantire una serena presenza ai fruitori delle giornate in festa.

L’afflusso straordinario di persone, implica l’aumento del numero di veicoli che transitano sul territorio ed è evidente che questi mezzi, non potendo essere infilati nelle tasche, debbono essere adeguatamente parcheggiati, senza arrecare intralcio.

Ad esempio, nell'ultimo fine settimana si sono svolte due manifestazioni all'interno del centro storico: una sportiva nella giornata di sabato e l'altra per la “Festa Granda”, a chiusura della festa Patronale dell’8 settembre.

Se per la festa Granda il centro storico della città era tappezzato di cartelloni stradali, che avvisavano gli automobilisti del divieto di sosta dalle 07-00 alle 19.00 del giorno 13 c.m., per la manifestazione sportiva del sabato nonostante l'ordinanza del Comandante della Polizia Municipale prevedesse la chiusura di strade importanti ai fini della circolazione stradale, per diverse ore del giorno e divieti di sosta, che prevedevano la rimozione forzata dei veicoli, nel caso di via Maier e di piazza Garbari, l’imperativo dell’esclusione del parcheggio non era stato per nulla segnalato.

Tale circostanza, ha tratto in inganno tutti gli automobilisti, specialmente coloro provenienti da fuori città, per gli acquisti nel centro storico, che si sono trovati a “fare i conti” con la chiusura delle strade e dei relativi parcheggi e con l’ impeccabile precisione e determinazione degli agenti di Polizia Municipale che, malgrado l'assenza di segnalazioni ed avvisi relativi alla condotta da tenere per i mezzi nelle predette via Maier e piazza Garbari, non hanno disdegnato di richiedere il sollecito intervento del carro attrezzi per la rimozione dei veicoli di alcuni malcapitati.

Tale dinamica è stata reiterata, con successo, dai puntuali tutori del traffico il giorno seguente in occasione della “Festa Granda”.

Nella sola piazza Gavazzi sono state rimosse dieci vetture in sosta, parcheggiate da persone sopraggiunte di buon mattino dalle valli limitrofe, per recarsi ad un pellegrinaggio organizzato dai Frati Francescani del convento di Pergine.

Considerando che tale cospicuo gruppo di autovetture, non abbia plausibilmente trasportato una sola persona, ma data la circostanza almeno due o tre, diviene inspiegabile come un così elevato numero di occhi non abbiano scorto il cartello di divieto di sosta, che avrebbe dovuto campeggiare in buona vista.

Forse, sarebbe stato opportuno collocarne più d’uno, provvedendovi inoltre con congruo anticipo rispetto all’ora di attivazione del divieto, magari opportunamente attivando un servizio di piantonamento da parte di un solerte vigile/vigilessa, presente dall’orario d’inizio del divieto di parcheggio/transito, onde evitare sanzioni e notevole disappunto agli ospiti ed ai residenti.

Resta il fatto che molti hanno dovuto sborsare centinaia di euro per la rimozione coatta del veicolo ed affrontare i disagi connessi al suo recupero, oltre agli oneri derivanti dalla sanzione per divieto di sosta.

Quest’inefficienza organizzativa, compensata da un lodevole zelo sanzionatorio, ha concretizzato un ottimo business per il beneficiario delle ammende comminate, rendendo però nel contempo un pessimo servizio all’immagine d’ accoglienza e vivibilità della città di Pergine. Non piace infatti a nessuno sborsare quasi 300 euro per pagare un’infrazione che non ritiene, in tutta buona fede, di non aver commesso.

Nella sintesi, date le modalità in cui si sono svolti i fatti, risulta difficile non pensare che cotanta regia non sia funzionale ad un business propedeutico a generare introiti straordinari alle casse comunali ed a pensar male, si sa, molte volte s’azzecca.

 

Andrea Moser

 

 

 

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